Pentax DA 21 Limited F/3.2 – Primo approccio

16Apr12

Finalmente è nelle mie mani il Pentax 21 limited. Questa lente è molto, molto piccola ed è anche molto, molto bella. E’ bella a vedersi e anche a toccarsi. Non è uno di quegli zoom moderni, ma è un’ottica piccola e totalmente di metallo, come si facevano una volta, ma con la tecnologia odierna.

Con queste premesse non poteva che venir fuori un piccolo gioiellino, molto risolvente e molto discreto, date le sue ridotte dimensioni.

Questo obiettivo copre solamente il formato APS-C, come tutte le lenti serie DA di Pentax.

E’ una focale strana, con cui però mi sono trovato subito a mio agio: nei paesaggi evita di “allontanare” troppo il soggetto, obbligando a trovare qualcosa di interessante da mettere in primo piano per evitare di avere fotografie con un sacco di cielo o un sacco di prato con il paesaggio vero e proprio laggiù lontano lontano. E’ anche una focale che, su APS-C, ha un angolo di campo vicino a quello del 35 millimetri su formato Leica, che è stato il “modo di vedere” di tanti fotografi del passato, con Robert Capa ad aprire la fila e penso di aver detto tutto.

La mia copia di questo obiettivo ha un grandissimo dettaglio al centro che decade pochissimo verso i bordi, davvero un ottimo risultato per una lente grandangolare.

Ora la smetto qua di scrivere e faccio parlare le immagini, ve ne propongo un paio tra quelle che ho scattato oggi mentre tornavo a casa dall’università. Come al solito le fotografie non sono “test”, ma sono, appunto, “immagini” in tutto e per tutto, con tanto di postoproduzione, per far vedere cosa si riesce a tirare fuori dall’obiettivo in questione, sinceramente, quei test fatti fotografando muri oppure batterie stilo lasciano il tempo che trovano, qualcuno di voi ha mai appeso a un muro la foto di una pila formato AA?

Cliccando QUI potrete scaricare le due foto nella risoluzione originale.

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5 Responses to “Pentax DA 21 Limited F/3.2 – Primo approccio”

  1. 1 poomerang

    mi piace! non vedo l’ora di provarlo!
    comunque sul mio muro non c’è posto neanche per un posto parcheggio Taxi…. 😛

  2. 2 dr.daniele1986

    ah, poomerang mi sa che lo conosco 🙂
    ma Cheip, dire che Cartier Bresson era abituato a vedere da un 35mm è una bestemmia, lui che ha fatto una filosofia di vita l’uso del normale 50mm… 🙂

  3. 4 dr.daniele1986

    comunque sono invidioso 🙂


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